Un anno e mezzo di attività a favore di persone in condizione di povertà, giovani delle periferie urbane degradate, diversamente abili, migranti, bambini e anziani. E’ già tempo di ottimi risultati per il progetto “Edusport”, l’iniziativa del Comitato Sportivo Educativo Nazionale, ente di promozione sportiva da sempre al fianco dei più deboli.
Il progetto, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è iniziato lo scorso mese di giugno ed è già un unicum nel suo genere perché mira, attraverso lo sport, a raggiungere precisi obiettivi. In primis, contrastare, prevenire e ridurre fenomeni di discriminazione, disuguaglianza sociale nelle fasce più a rischio, favorendo, al contrario, l’inclusione e l’integrazione di persone a rischio marginalità sociale.
Lo sport, è risaputo, favorisce il benessere psicofisico ma con Edusport, ad essere al centro degli obiettivi, è soprattutto la socializzazione e lo stare insieme.
Principi che, una volta cementati, valgono anche come inestimabili capisaldi per la formazione educativa di una futura generazione più sensibile al tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità.
Il progetto ha preso il via lo scorso mese di giugno e coinvolge i comitati regionali CSEN. Nel ricco menù figurano due ore di attività ludico motoria settimanale, eventi sportivi, manifestazioni a tema, incontri tra giovani e tra giovani e adulti, famiglie e insegnanti. Non mancano però, anche tavoli tecnici di progettazione per coinvolgere al meglio le comunità locali nelle preziose attività di inclusione sociale previste dal progetto.
“Ancora una volta CSEN non pensa a far fare solo attività sportiva – spiega il presidente dello CSEN nazionale Francesco Proietti – ma regala un risultato mai scontato. L’inclusione, naturale conseguenza dello stare insieme per un obiettivo comune”.
Mauro Farris
Agenzia Uffici Stampa Directasport


